Skip to main content

Camus

 

Camus è legato all’esistenzialismo, anche se lui rifiutava questa etichetta.
Il centro della sua filosofia è il concetto di:

Assurdo


L’assurdo

Per Camus l’essere umano cerca:

  • significato,
  • ordine,
  • giustizia,
  • senso della vita.

Ma il mondo resta:

  • indifferente,
  • silenzioso,
  • privo di significato ultimo.

L’assurdo nasce proprio dallo scontro tra:

  • il bisogno umano di senso,
  • e il silenzio dell’universo.

Il mito di Sisifo

La sua opera filosofica più famosa è:

Il mito di Sisifo

Camus usa il mito greco di Sisifo:

  • condannato dagli dèi
  • a spingere eternamente un masso su una montagna,
  • che ricade ogni volta.

Sisifo rappresenta la condizione umana:
fatica senza significato definitivo.

Ma Camus conclude con una frase celebre:

“Bisogna immaginare Sisifo felice.”

Perché?
Perché l’uomo può accettare l’assurdo senza arrendersi.


Il suicidio filosofico

Camus dice che la domanda filosofica fondamentale è:

Vale la pena vivere?

Rifiuta due fughe:

  • il suicidio reale,
  • il “suicidio filosofico” (rifugiarsi in religioni o sistemi assoluti per evitare l’assurdo).

Secondo lui bisogna invece:

  • guardare l’assurdo in faccia,
  • vivere comunque,
  • senza illusioni.

La rivolta

La risposta corretta all’assurdo è:

Rivolta

La rivolta non è solo politica.
È un atteggiamento esistenziale:

  • continuare a vivere,
  • creare,
  • amare,
  • agire,
    anche senza un senso ultimo garantito.

Libertà e passione

Se non esiste un significato assoluto:

  • siamo più liberi;
  • possiamo vivere intensamente il presente.

Camus valorizza:

  • esperienza,
  • amicizia,
  • arte,
  • natura,
  • solidarietà umana.

La peste

Nel romanzo:

La peste

la peste diventa simbolo:

  • del male,
  • dell’assurdità,
  • delle crisi storiche.

I personaggi reagiscono aiutandosi reciprocamente, mostrando che la dignità umana nasce dalla solidarietà.


Lo straniero

Nel celebre romanzo:

Lo straniero

il protagonista Meursault appare distante dalle convenzioni sociali e dai significati tradizionali.

Il libro mostra:

  • estraneità,
  • assurdo,
  • conflitto tra individuo e società.

Differenze con Sartre

Jean-Paul Sartre:

  • mette al centro la libertà assoluta e l’impegno storico-politico.

Albert Camus:

  • insiste sull’assurdo;
  • diffida delle ideologie assolute;
  • preferisce una morale della misura e della solidarietà.

I due ebbero anche una famosa rottura filosofica e politica.


In sintesi

Per Camus:

  1. il mondo non offre un significato ultimo;
  2. l’uomo però continua a cercarlo;
  3. da questo nasce l’assurdo;
  4. non bisogna fuggire nell’illusione o nel nichilismo;
  5. la risposta è vivere con lucidità, libertà e rivolta.

Comments

Popular posts from this blog

Marx

  Il pensiero di Karl Marx 1. Il punto di partenza: la critica di Feuerbach Karl Marx (1818–1883) parte dalla riflessione di Feuerbach, che aveva mostrato come l’uomo proiettasse in Dio la propria essenza. Ma, secondo Marx,  non basta dire che l’uomo crea Dio : bisogna chiedersi  perché  l’uomo vive in una condizione tale da dover proiettare fuori di sé la propria umanità. Il problema, per Marx, non si trova nella coscienza, nei pensieri o nella religione, ma  nelle condizioni materiali della vita , cioè nel modo in cui gli uomini  producono, lavorano e vivono in società . La religione, in questa prospettiva, non è la causa dell’alienazione, ma  il suo sintomo : nasce da una realtà materiale ingiusta, che spinge l’uomo a cercare consolazione in un mondo immaginario. 2. Materialismo storico La chiave per comprendere la storia e la società è, secondo Marx, il  materialismo storico . Con questa espressione egli intende dire che  non sono le idee...

Fichte

  Il pensiero di Fichte 1. Punto di partenza Fichte parte da Kant, ma elimina la “cosa in sé” (che per Kant restava inconoscibile). Per lui esiste solo l’ Io , cioè la coscienza attiva. L’Io non è la persona singola, ma l’ Io puro , attività spirituale infinita. 2. I tre principi fondamentali L’Io pone se stesso  → l’Io esiste ed è attività originaria. L’Io pone il non-Io  → per agire e conoscere, l’Io ha bisogno di un limite (la natura, il mondo esterno). L’Io oppone all’Io divisibile un non-Io divisibile  → il mondo dell’esperienza nasce dal rapporto dinamico tra Io e non-Io.  In pratica: il mondo non è indipendente, ma prodotto dall’attività dell’Io. 3. Rapporto Io – non-Io Il  non-Io  non è qualcosa che esiste da sé, ma il  limite  che l’Io stesso si dà. Grazie a questo limite, l’Io può sforzarsi, agire, conoscere. Quindi il conflitto Io/non-Io è il motore dell’esperienza e della vita pratica. 4. L’individuo finito L’Io puro è infinito, m...

Feuerbach

  Il pensiero di Ludwig Feuerbach 1. L’uomo al centro della filosofia Ludwig Feuerbach (1804–1872) è un filosofo tedesco che vuole riportare la filosofia all’uomo concreto, fatto di corpo, sentimenti e bisogni reali. Per lui la filosofia deve  smettere di parlare di Dio, dello spirito o di concetti astratti  e tornare a parlare  dell’uomo, della sua natura e dei suoi rapporti con gli altri . Feuerbach inaugura così un  umanesimo materiale , cioè una visione del mondo che mette al centro  l’essere umano in carne e ossa , non entità sovrannaturali o idee pure. Il punto di partenza e di arrivo di ogni riflessione deve essere  l’uomo , non Dio. 2. L’origine della religione Secondo Feuerbach, la  religione  nasce da un meccanismo psicologico molto profondo. L’uomo, consapevole dei propri limiti e delle proprie fragilità,  immagina un essere perfetto  che possiede tutte le qualità che egli desidererebbe avere: amore infinito, bontà assolu...