Skip to main content

Hussler



 La filosofia di Edmund Husserl ruota attorno a una domanda centrale: come si presentano le cose alla coscienza?

Husserl voleva costruire una filosofia rigorosa, quasi “scientifica”, capace di descrivere l’esperienza così come appare prima delle interpretazioni psicologiche o scientifiche.

La fenomenologia

Il cuore del suo pensiero è la fenomenologia, cioè lo studio dei “fenomeni” — tutto ciò che appare alla coscienza.

Per Husserl non dobbiamo partire dal mondo esterno dato per scontato, ma dall’esperienza vissuta:

  • vedere un albero,
  • ricordare un amico,
  • immaginare un drago,
  • provare paura,
  • fare un calcolo.

Tutte queste sono esperienze della coscienza.

L’obiettivo è descriverle nel modo più puro possibile.


“Ritorno alle cose stesse”

La sua frase più famosa è:

“Alle cose stesse!”

Significa: smettere di partire da teorie astratte e osservare direttamente come le cose si manifestano nell’esperienza.


L’intenzionalità della coscienza

Una delle idee fondamentali:

La coscienza è sempre coscienza di qualcosa.

Non esiste una mente vuota.
Ogni atto mentale è diretto verso un oggetto:

  • penso a qualcosa,
  • desidero qualcosa,
  • temo qualcosa,
  • ricordo qualcuno.

Questa struttura è chiamata intenzionalità.


L’epoché (la “sospensione del giudizio”)

Per studiare l’esperienza pura, Husserl propone di mettere “tra parentesi” le convinzioni abituali sul mondo.

Questa operazione si chiama:

Epocheˊ: sospensione del giudizio sul mondo esterno

Non significa negare che il mondo esista.
Significa semplicemente:

  • non dare nulla per scontato,
  • concentrarsi su come il mondo appare alla coscienza.

Esempio:
invece di chiedersi “questo tavolo esiste davvero?”, il fenomenologo chiede:

“Come si manifesta il tavolo nella mia esperienza?”


L’essenza delle cose

Husserl cerca le essenze (eidos), cioè ciò che rende una cosa ciò che è.

Per esempio:
cos’è che rende una percezione una percezione?
Cos’è essenziale nel ricordo?
Cos’è il tempo vissuto?

La fenomenologia vuole cogliere queste strutture universali dell’esperienza.


Il soggetto trascendentale

A un certo punto Husserl arriva all’idea che la coscienza non sia semplicemente una parte del mondo, ma la condizione che rende possibile ogni esperienza del mondo.

Qui parla di:

  • io trascendentale,
  • coscienza pura,
  • soggettività trascendentale.

Questo aspetto influenzerà molto la filosofia del Novecento.


Influenza

Husserl ha influenzato enormemente filosofi come:

  • Martin Heidegger
  • Jean-Paul Sartre
  • Maurice Merleau-Ponty
  • Emmanuel Levinas

Da lui nascono molte correnti:

  • esistenzialismo,
  • ermeneutica,
  • fenomenologia contemporanea.

In sintesi

La filosofia di Husserl sostiene che:

  1. dobbiamo partire dall’esperienza vissuta;
  2. la coscienza è sempre diretta verso qualcosa;
  3. bisogna sospendere i pregiudizi sul mondo;
  4. la filosofia deve descrivere le strutture fondamentali dell’esperienza.

In pratica, Husserl cerca di capire come il mondo acquista significato per noi attraverso la coscienza.

Comments

Popular posts from this blog

Marx

  Il pensiero di Karl Marx 1. Il punto di partenza: la critica di Feuerbach Karl Marx (1818–1883) parte dalla riflessione di Feuerbach, che aveva mostrato come l’uomo proiettasse in Dio la propria essenza. Ma, secondo Marx,  non basta dire che l’uomo crea Dio : bisogna chiedersi  perché  l’uomo vive in una condizione tale da dover proiettare fuori di sé la propria umanità. Il problema, per Marx, non si trova nella coscienza, nei pensieri o nella religione, ma  nelle condizioni materiali della vita , cioè nel modo in cui gli uomini  producono, lavorano e vivono in società . La religione, in questa prospettiva, non è la causa dell’alienazione, ma  il suo sintomo : nasce da una realtà materiale ingiusta, che spinge l’uomo a cercare consolazione in un mondo immaginario. 2. Materialismo storico La chiave per comprendere la storia e la società è, secondo Marx, il  materialismo storico . Con questa espressione egli intende dire che  non sono le idee...

Fichte

  Il pensiero di Fichte 1. Punto di partenza Fichte parte da Kant, ma elimina la “cosa in sé” (che per Kant restava inconoscibile). Per lui esiste solo l’ Io , cioè la coscienza attiva. L’Io non è la persona singola, ma l’ Io puro , attività spirituale infinita. 2. I tre principi fondamentali L’Io pone se stesso  → l’Io esiste ed è attività originaria. L’Io pone il non-Io  → per agire e conoscere, l’Io ha bisogno di un limite (la natura, il mondo esterno). L’Io oppone all’Io divisibile un non-Io divisibile  → il mondo dell’esperienza nasce dal rapporto dinamico tra Io e non-Io.  In pratica: il mondo non è indipendente, ma prodotto dall’attività dell’Io. 3. Rapporto Io – non-Io Il  non-Io  non è qualcosa che esiste da sé, ma il  limite  che l’Io stesso si dà. Grazie a questo limite, l’Io può sforzarsi, agire, conoscere. Quindi il conflitto Io/non-Io è il motore dell’esperienza e della vita pratica. 4. L’individuo finito L’Io puro è infinito, m...

Feuerbach

  Il pensiero di Ludwig Feuerbach 1. L’uomo al centro della filosofia Ludwig Feuerbach (1804–1872) è un filosofo tedesco che vuole riportare la filosofia all’uomo concreto, fatto di corpo, sentimenti e bisogni reali. Per lui la filosofia deve  smettere di parlare di Dio, dello spirito o di concetti astratti  e tornare a parlare  dell’uomo, della sua natura e dei suoi rapporti con gli altri . Feuerbach inaugura così un  umanesimo materiale , cioè una visione del mondo che mette al centro  l’essere umano in carne e ossa , non entità sovrannaturali o idee pure. Il punto di partenza e di arrivo di ogni riflessione deve essere  l’uomo , non Dio. 2. L’origine della religione Secondo Feuerbach, la  religione  nasce da un meccanismo psicologico molto profondo. L’uomo, consapevole dei propri limiti e delle proprie fragilità,  immagina un essere perfetto  che possiede tutte le qualità che egli desidererebbe avere: amore infinito, bontà assolu...