La filosofia di Jean-Paul Sartre è una forma di esistenzialismo centrata sulla libertà umana.
La sua idea più famosa è:
L’esistenza precede l’essenza.
“L’esistenza precede l’essenza”
Con questa frase Sartre vuole dire che l’essere umano:
- prima esiste,
- poi costruisce ciò che è attraverso le proprie scelte.
Un oggetto, come un coltello, viene progettato con uno scopo preciso.
L’uomo invece non nasce con una natura già definita.
Non esiste:
- un destino prefissato,
- una “natura umana” rigida,
- un significato dato in anticipo.
Siamo noi a creare noi stessi.
Libertà radicale
Per Sartre l’uomo è radicalmente libero.
Anche non scegliere è una scelta.
Questa idea è riassunta nella frase:
“Condannato” perché:
- non possiamo smettere di scegliere;
- siamo responsabili delle nostre azioni.
La libertà quindi non è solo piacevole:
porta anche peso, ansia e responsabilità.
Angoscia e responsabilità
Se non esiste un senso già dato del mondo, allora ogni individuo deve decidere:
- chi essere,
- come vivere,
- quali valori seguire.
Questo genera:
- angoscia,
- incertezza,
- senso di responsabilità.
La malafede
Uno dei concetti più importanti.
La malafede (mauvaise foi) è quando fingiamo di non essere liberi.
Esempi:
- “Non potevo fare altro”;
- “Sono fatto così”;
- identificarsi totalmente con un ruolo sociale.
Per Sartre è un autoinganno:
cerchiamo di sfuggire alla responsabilità della libertà.
Essere-in-sé e essere-per-sé
In L'essere e il nulla Sartre distingue:
Essere-in-sé
Le cose:
- sono semplicemente ciò che sono;
- non hanno coscienza.
Una pietra è una pietra.
Essere-per-sé
La coscienza umana:
- è incompleta,
- si proietta nel futuro,
- può negare e superare ciò che è.
L’uomo non coincide mai completamente con sé stesso.
Il nulla
La coscienza introduce il “nulla” nel mondo.
Per esempio:
se cerco un amico al bar e non c’è, percepisco la sua assenza.
La coscienza può:
- negare,
- immaginare,
- prendere distanza dalla realtà.
Questo rende possibile la libertà.
Il rapporto con gli altri
Altro tema famoso:
lo sguardo dell’altro.
Quando qualcuno ci guarda:
- diventiamo oggetti nel suo mondo;
- ci sentiamo giudicati.
Da qui viene la frase celebre della sua opera teatrale:
A porte chiuse
“L’inferno sono gli altri.”
Non significa che gli altri siano sempre negativi, ma che il rapporto umano è conflittuale perché ciascuno cerca libertà e riconoscimento.
Impegno politico
Sartre pensava che il filosofo dovesse impegnarsi nella società.
Fu vicino:
- al marxismo,
- ai movimenti anticoloniali,
- alla sinistra francese del Novecento.
Rifiutò anche il:
Premio Nobel per la letteratura 1964
per non essere “istituzionalizzato”.
Differenze con Heidegger
Heidegger:
- analizza l’Essere e il Dasein;
- insiste sulla finitezza e sul rapporto col mondo.
Sartre:
- mette al centro la libertà individuale;
- sviluppa una filosofia più umanista e politica.
Sartre riprende Heidegger ma in modo più psicologico ed esistenziale.
In sintesi
Per Sartre:
- l’uomo non ha un’essenza prefissata;
- siamo radicalmente liberi;
- ogni scelta ci definisce;
- la libertà genera angoscia e responsabilità;
- spesso fuggiamo dalla libertà attraverso la “malafede”.
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